Settembre nel segno dell’innovazione sostenibile: NeMeA Sistemi tra RemTech Expo e BEX 2026

Da Ferrara a Rimini, due appuntamenti strategici hanno mostrato come dati, tecnologie digitali, robotica e Osservazione della Terra possano contribuire alla tutela dell’ambiente e alla gestione consapevole delle risorse.

Settembre si è chiuso con due importanti occasioni di confronto dedicate all’innovazione tecnologica per la sostenibilità e la transizione ecologica. NeMeA Sistemi ha partecipato a RemTech Expo, svoltosi dal 16 al 18 settembre a Ferrara, e al BEX – Beyond Exploration Expo, ospitato dal 23 al 25 settembre al Rimini Expo Centre. Due manifestazioni differenti per identità e ambiti di applicazione, ma unite da una visione comune: affrontare le sfide ambientali richiede conoscenze scientifiche affidabili, dati di qualità e strumenti capaci di trasformare le informazioni in decisioni tempestive e consapevoli.

La ripartenza dopo la pausa estiva si è così trasformata in un percorso tra ambiente, territorio e Space Economy, durante il quale NeMeA ha portato il proprio approccio multidisciplinare, fondato sull’integrazione tra dati satellitari, sistemi GIS, Intelligenza Artificiale, robotica e monitoraggio ambientale.

RemTech Expo: innovazione e competenze per la rigenerazione dei territori

La prima tappa è stata RemTech Expo, l’Hub Tecnologico Ambientale specializzato nei temi del risanamento, della rigenerazione e dello sviluppo sostenibile dei territori. L’edizione 2026 ha riunito a Ferrara istituzioni, imprese, università, centri di ricerca e professionisti, offrendo uno spazio di dialogo sui principali temi della transizione ecologica: dalla bonifica dei siti contaminati alla gestione delle risorse, dalla prevenzione del dissesto idrogeologico alla tutela delle coste, fino all’economia circolare e all’Osservazione della Terra.

La partecipazione di NeMeA Sistemi, all’interno dello stand condiviso con ONTM – Osservatorio Nazionale Tutela del Mare, SIGE ed EY, ha rappresentato un’opportunità per confrontarsi con gli operatori del settore e approfondire il contributo delle tecnologie avanzate alla conoscenza e alla protezione degli ecosistemi.

Dall’osservazione all’early warning

In questo contesto, il CEO di NeMeA Sistemi ha ripercorso l’evoluzione che negli ultimi tre anni ha portato l’azienda a spostare progressivamente il proprio baricentro dalla semplice acquisizione dei dati alla costruzione di sistemi capaci di supportare concretamente chi deve conoscere, pianificare, prevenire e decidere.

«Il valore non è raccogliere più dati, ma trasformare dati eterogenei, raccolti dal mare, dallo spazio e dal territorio, in conoscenza affidabile e tempestiva che migliori una decisione», ha sottolineato Michele P. Boella.

Questa visione ha preso forma attraverso diversi progetti: da SEASMA ed EcoMonitoring, dedicati al monitoraggio marino mediante sensoristica distribuita e piattaforme autonome come l’USV full electric HYDRA®, a CaDiT, incentrato sul Digital Twin dell’ambiente costiero; da SENSE-MAP, che utilizza dati satellitari e tecniche interferometriche per misurare le deformazioni del territorio, a 3xA®, rivolto alla trasformazione delle osservazioni radar SAR in strati informativi utilizzabili nei processi operativi.

Esperienze differenti che stanno convergendo nel nuovo progetto EMAMI, l’ecosistema NeMeA per il monitoraggio ambientale marino. Boe multiparametriche, mezzi robotici, dispositivi IoT, dati di Earth Observation e piattaforme GIS concorrono alla costruzione di un quadro unitario, nel quale l’Intelligenza Artificiale può aiutare a riconoscere pattern, anomalie e priorità. Il risultato atteso non è un cruscotto più ricco, ma una maggiore consapevolezza per chi è chiamato a prendere decisioni.

La prospettiva è il passaggio da sistemi che descrivono ciò che è accaduto a strumenti capaci di segnalare tempestivamente condizioni meritevoli di attenzione. Un’evoluzione che richiede tecnologie integrate e un’Intelligenza Artificiale affidabile e verificabile: in questa direzione si inserisce il percorso aziendale verso la certificazione ISO/IEC 42001.

RemTech ha così confermato che la transizione ecologica non dipende soltanto dalla disponibilità di tecnologie avanzate, ma dalla capacità di integrarle e di mettere in relazione competenze, dati e strumenti diversi.

BEX 2026: quando le tecnologie spaziali incontrano la Terra

A pochi giorni di distanza, il percorso è proseguito a Rimini con la prima edizione di BEX – Beyond Exploration Expo, la piattaforma europea nata per mettere in relazione il settore spaziale con le filiere industriali terrestri. BEX ha proposto tre giornate di esposizioni, conferenze, workshop e incontri professionali, mostrando come la Space Economy non riguardi soltanto l’esplorazione oltre l’atmosfera. Molte tecnologie sviluppate per lo spazio trovano già applicazione nell’agricoltura, nell’energia, nella salute, nella mobilità, nella sicurezza e nella protezione dell’ambiente.

Particolare attenzione è stata dedicata all’Osservazione della Terra e ai servizi basati sui dati satellitari. Immagini, indici multispettrali e sistemi di telerilevamento possono offrire informazioni preziose sull’uso del suolo, sullo stato della vegetazione, sulle risorse idriche e sull’evoluzione di eventi potenzialmente critici. Il programma ha esplorato anche il ruolo dell’Intelligenza Artificiale, dei droni, della robotica e dei sistemi autonomi: tecnologie che consentono di correlare grandi quantità di dati, riconoscere anomalie, simulare scenari e indirizzare le attività operative.

Tra i temi affrontati sono emersi l’impiego del telerilevamento per un’agricoltura più sostenibile, il rapporto tra energia e attività spaziali, la gestione delle emergenze attraverso dati satellitari e sistemi unmanned e le analogie tecnologiche tra esplorazione spaziale e ambienti marini profondi.

NeMeA Sistemi ha condiviso con AIAD – Federazione Aziende Italiane per l’Aerospazio, la Difesa e la Sicurezza, di cui è federata, tre giornate di stand all’insegna della creazione di nuove sinergie con imprese, istituzioni e centri di ricerca tra tecnologie spaziali e applicazioni terrestri. In particolare, gli incontri hanno visto protagonisti buyer internazionali e rappresentanti istituzionali di diverse aree del mondo, che hanno mostrato interesse per le soluzioni di monitoraggio ambientale di NeMeA. Dalle esigenze dei Paesi emergenti alle idee, ai suggerimenti e ai requisiti raccolti, lo scambio ha aperto nuove possibilità di sviluppo e collaborazione.

RemTech Expo e BEX hanno osservato la sostenibilità da prospettive complementari. A Ferrara, il confronto è partito dalle esigenze del territorio e della rigenerazione ambientale. A Rimini, lo sguardo si è ampliato verso le tecnologie spaziali e il loro trasferimento alle attività sulla Terra. Il punto di convergenza è rappresentato dai dati. La loro acquisizione, integrazione e interpretazione sono essenziali per conoscere l’ambiente e intervenire in modo efficace. Il dato, tuttavia, produce valore soltanto quando viene trasformato in informazione accessibile, contestualizzata e utile alle decisioni.

È in questo passaggio che si inserisce l’approccio di NeMeA: collegare osservazione, analisi e operatività attraverso ecosistemi tecnologici integrati, capaci di supportare il monitoraggio, la prevenzione e la pianificazione.
Le due manifestazioni hanno confermato una direzione ormai chiara: la transizione ecologica passa anche dalla capacità di mettere in comunicazione discipline, tecnologie e filiere differenti. Dalla Terra allo spazio, e dallo spazio nuovamente alla Terra, l’innovazione diventa uno strumento concreto per progettare sistemi più resilienti e sostenibili.

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